Le caratteristiche floristiche, litologiche e climatiche della Lombardia fanno si che essa abbia una grandissima ricchezza di vegetazioni.

Lungo il tracciato dell’ippovia si incontrano principalmente 4 ambienti, risalendo via via il corso dell’Olona, ognuno dei quali caratterizzato dalle sue specie tipiche.

TORBIERA

La torbiera è un ambiente caratterizzato da grande abbondanza di acqua (acquitrino o palude) in movimento lento e a bassa temperatura. In tale ambiente si sviluppa una vegetazione prevalentemente erbacea tipica di luoghi umidi. In ambiente umido, freddo e scarso di ossigeno, le attività di decomposizione vengono inibite, il materiale organico si accumula sul fondo dando origine alla torba, che altro non è che lo stadio iniziale della formazione del carbone. La flora presente è costituita da canna di palude, ontano nero, mazzasorda (typha) e ninfea.

BOSCO

Lungo il percorso, tra i 200 e i 400 m s.l.m. troviamo boschi mesofili e pianizali. Le specie arboree principali dei vari tipi di bosco che possiamo trovare al loro interno sono farnie, faggi e ontani.

PRATO

Le aree di prato stabile sono particolarmente delicate, soprattutto a queste altitudini, ossia ampiamente al di sotto del limite degli alberi, dove naturalmente la vegetazione arborea tenderebbe a colonizzare tutti gli ambienti.

Non è difficile trovare varie specie arbustive, come i rovi, che occupano l’area laddove un prato viene abbandonato.

Perché questi ambienti vengano mantenuti è importante quindi la loro gestione per evitare ancora una volta la perdita di biodiversità sia vegetale che animale e cioè tutte quelle specie di insetti, uccelli e mammiferi la cui vita è strettamente legata all’ambiente di prateria.

BRUGHIERA

La brughiera è un tipo particolare di associazione vegetale, caratterizzata dal brugo (Calluna vulgaris), propria di suoli acidi con scarsa presenza di humus e caratterizzata da una vegetazione erbacea e arbustiva, come l’erica e la ginestra. Si tratta in genere di un terreno pianeggiante o di modesta altitudine, tipico dei pendii collinari e montuosi vicini alla pianura e dei corridoi morenici delle Prealpi.

Un progetto finanziato dalla